martedì 29 dicembre 2009

Il Panettone delle Libertà

Dal Quotidiano Il Fatto Quotidiano
del 29 dicembre 2009

di Marco Travaglio
(Giornalista)


Il guaio è che a raccontare quest’Italia ridicola agli italiani sono (siamo) i giornalisti italiani, troppo immersi in quest’Italia ridicola per riuscire ad accorgersi (ci) di quanto è ridicola. Non è un caso se, a notarlo, sono quelli stranieri i quali, oltre a non dipendere da Berlusconi, hanno pure il vantaggio di non essere italiani. Dunque guardano l’Italia con qualche palmo di distacco. Perciò considerano Mr B. una via di mezzo fra un caso comico e un caso clinico. Ora ferve il dibattito sul cinepanettone “Natale a Beverly Hills”, finanziato dal ministero della Cultura per il suo particolare pregio artistico, anzi “d’essai”. Infatti narra le gesta di Aliprando Delle Fregna e di Rocco Passera in un sottile gioco di chiaroscuri, di dire-non dire. E tutti a scandalizzarsi per i fondi pubblici, anziché per la faccia del ministro che li eroga. Ma l’avete presente Bondi? È quello che si crede un poeta, avendo sciolto un carme a Fabrizio Cicchitto e per restare in tema, sull’ultimo numero di Vanity Fair, un’ode a Grispi e Casper, i suoi due cani: “Vi accontentate di sbadate carezze / I vostri occhi pregano per noi”. Da pelle d’oca. Imbarazzato lui stesso per i contributi ministeriali Christian De Sica rilascia una pensosa intervista al Corriere (ormai specializzato nel genere: Pigi Battista ha appena intervistato Checco Zalone, forse per non dover parlare del segreto di Stato sugli spionaggi illegali del Sismi). E lì si avventura in blasfemi paragoni con i film di suo padre e in spericolate analisi sociologiche sul cinepanettone “specchio dell’Italia di oggi”. L’Italia di oggi, per quanto malmessa, è molto meglio di quella che esce dai film di De Sica. Ma chi corre a vederli lo fa con lo stesso spirito con cui guarda il Grande Fratello e assiste ai dibattiti in Parlamento e a Porta a Porta: per consolarsi alla vista di qualcuno peggiore di lui. Ora si lavora alacremente alla sceneggiatura del prossimo cinepanettone, “Natale ad Arcor Hills”, che andrà in onda a schermi e teleschermi unificati. Scena I, interno notte: un anziano latrin lover brianzolo con testa bitumata e accappatoio bianco si fa recapitare a domicilio ponti aerei di escort, veline, meteorine e aspiranti soubrettes minorenni che lo chiamano Papi, ricompensate con farfalline d’oro tempestate di brillanti, ministeri, seggi parlamentari e candidature alle elezioni europee e comunali. Scena II: l’attempato gagà intona l’inno del suo partito, “Meno male che Silvio c’è”, accompagnato alla chitarra da Apicella, poi allieta la compagnia con vari lungometraggi sui suoi colloqui con l’amico Bush e l’amico Putin, tentando poi di finirla con alcune storielle sconce già scartate da Neri Parenti perché troppo volgari e da Alvaro Vitali perché troppo vecchie. Scena III: le rare fanciulle sopravvissute al cineforum con barzelletta vengono ammesse all’esclusiva visita guidata nei bagni presidenziali e/o nel lettone di Putin. Scena IV: il pover’ uomo, giudicato molto malato anche dalla moglie Veronica, dall’ex presidente Ciampi e da plotoni di psichiatri, incontra in piazza Duomo un collega psicolabile che lo centra con un souvenir. Il classico regolamento di conti. Scena V: l’infermo, amorevolmente assistito dalla badante Bonaiuti al capezzale del San Raffaele e poi di villa San Martino, inizia a molestare telefonicamente le massime autorità civili, militari e religiose, compresi il capo dello Stato, il Pontefice e don Pierino Gelmini, a sua volta imputato per molestie su una decina di ragazzini e scaricato persino dal Vaticano. In quella sede, la più indicata, il nonnetto incerottato inizia a parlare come Cicciolina e lancia il Partito dell’Amore. Scena VI: anziché chiamargli un’ambulanza, la stampa al seguito e il Pd lo prendono sul serio e lo scambiano per un padre costituente. Nasce la Grande Riforma. The end.

10 commenti:

  1. Se non fosse il mio paese lo troverei comicissimo.... purtroppo è tragico. Buon anno nuovo a tutti, sperando in qualche sostanziale cambiamento! :-)

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  2. è comico ma tanto tragico visto che è la realtà

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  3. voglio espatriare...

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  4. A volte all'estero, evito di dire che sono italiana: mi sono stancata delle risatine e dei commenti all'acido di chi è lucido più di noi che in questa Italia ci stiamo dentro...

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  5. ..se noi giovani ce ne andiamo e lasciamo il Paese alle persone anziane...facciamo quello che sto governo vuole....cosi posson andar avanti a farsi i loro porci comodi!!! INVECE NOI GIOVANI DOBBIAM RESISTERE E LOTTARE CONTRO QUESTO SCHIFO KE CI COMANDA..!!BUON ANNO RAGAZZI...

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  6. IO non riesco a farmene una ragione come mai gl'italiani non aprono gl'occhi!!! sara forse colpa dell'opposizione che s'inchina a questo becero piudista mafioso??? io sto' con Di Pietro!!!!!!l'unico a volerlo in galera!!! Marco grazie di esistere!!!buon anno a tutti quelli che vogliono vedre in galera il nano!!!

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  7. Mi viene da ridere.
    Marco Travaglio è la pietra filosofale?

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  8. Non se ne può più di tutti questi detrattori del NOSTRO bel PAESE che credono di possedere la "verità"...: emigrate e non fatevi più vedere/sentire!!!

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  9. ..e pensare che da giovane odiavo i democristiani!!! ora mi ritrovo i fascisti al governo, la lega che è vergognosa, e B. che dell' italia non gliene può fregare di meno.. Si potrebbe obbiettare: " e l'opposizione?"..
    Ma quale opposizione... sono tutti o d' accordo o sotto scacco....
    Al saggio che ha detto "emigrate!" rispondo:
    MAGARI POTESSI!!!!!!! se la tenessero questa italia corrotta e ruffiana..

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  10. che tristezza... povera italia! mi sento sempre meno italiano... e lo urlo ai quattro venti, soprattutto ora che vivo a londra... viva la sardegna e viva renato soru

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